Circolare_Nuovo Codice della Crisi - 29.03.19


Circolare Nuovo Codice della Crisi

Sommario

Introduzione
Entrata in vigore
Obbligo di istituire assetti organizzativi adeguati
Differenze tra imprenditore individuale e imprenditore collettivo
Novità in tema di collegio sindacale
Introduzione
 
Al termine di un iter complesso e articolato, il decreto legislativo n. 14/2019, in attuazione della L.155/2017, rubricato “Codice della crisi di impresa e dell’insolvenza” è stato definitivamente approvato il 12 gennaio 2019 e pubblicato nella GU del 14.02.2019.
 
Si tratta di un corposo Testo Unico sulla disciplina della crisi d’impresa e d’insolvenza composto da 391 articoli, suddiviso in quattro parti, che sostituirà tutte le disposizioni contenute nel R.D. 267/1942 in materia di fallimento, concordato preventivo e liquidazione coatta amministrativa e nella L. 3/2012 in materia di composizione della crisi da sovraindebitamento nonché alcuni articoli del CC. 
Il codice della crisi e dell'insolvenza si pone come obiettivo quello di riformare la materia delle procedure concorsuali e della crisi da sovraindebitamento, semplificando le norme attualmente vigenti e garantendo la certezza del diritto.

Nel farlo, prevede tra le altre cose un modello processuale particolarmente celere, in cui non si parla più di fallimento ma di liquidazione giudiziale e in cui alla nozione di insolvenza si affianca quella di stato di crisi, inteso come probabilità di una futura insolvenza.

La riforma dà poi priorità alle proposte che comportano il superamento della crisi mantenendo la continuità aziendale e armonizza la gestione della crisi e dell'insolvenza con le tutele dei lavoratori.
Una riforma che impone alle imprese di dotarsi di modelli organizzativi in grado di monitorare l´equilibrio economico-finanziario e di verificare la prevedibile evoluzione della gestione.

Entrata in vigore

Con LEGGE 8.3.2019, N. 20 il parlamento ha dato mandato al Governo di intervenire per possibili integrazioni e modifiche al codice della crisi.

L’art.  389 definisce l’entrata in vigore della nuova normativa, per la quale sono previste due date diverse:
1.Il decreto entra in vigore decorsi diciotto mesi (15.08.2020) dalla data della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, salvo quanto previsto al comma 2.
2.Gli articoli 27, comma 1, 350, 356, 357, 359, 363, 364, 366, 375, 377, 378, 379, 385, 386, 387 e 388 entrano in vigore il trentesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del presente decreto (16.03.2019). 
 
Le norme che entrano subito in vigore pertanto sono:
gli assetti organizzativi dell’impresa;
gli assetti organizzativi societari;
la responsabilità degli amministratori;
la nomina degli organi di controllo;
le norme riguardanti le sezioni specializzate per grandi imprese e gruppi;
le norme riguardanti le modifiche all’amministrazione straordinaria;
l’istituzione dell’albo dei soggetti incaricati della gestione e del controllo nelle
procedure;
le norme sulla certificazione dei debiti contributivi, premi assicurativi e debiti tributari;
le norme sulle garanzie in favore degli immobili da costruire e fideiussioni.

In vigore dopo 18 mesi:
Cause di scioglimento della società di capitali;
Finanziamenti soci.
 
Obbligo di istituire assetti organizzativi adeguati
 
Una grande novità è l’obbligo civilistico dell’imprenditore e degli organi sociali di istituire assetti organizzativi adeguati per la rilevazione tempestiva della crisi e della perdita della continuità aziendale, nonché di attivarsi per il tempestivo ricorso ad uno degli strumenti previsti dall’ordinamento per il superamento della crisi e il recupero della continuità aziendale.

In attuazione di tale disposizione, l’art. 375 del D.Lgs.14/2019 stabilisce l’introduzione del co. 2 dell’art. 2086 c.c., così formulato: “L’imprenditore, che operi in forma societaria o collettiva, ha il dovere di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi dell’impresa e della perdita della continuità aziendale, nonché di attivarsi senza indugio per l’adozione e l’attuazione di uno degli strumenti previsti dall’ordinamento per il superamento della crisi e il recupero della continuità aziendale”.
 
Differenze tra imprenditore individuale e imprenditore collettivo

L’art. 3 del Codice della crisi e dell’insolvenza: 
L’imprenditore individuale deve adottare misure idonee a rilevare tempestivamente lo stato di crisi e assumere senza indugio le iniziative necessarie a farvi fronte.
L’imprenditore collettivo deve adottare un assetto organizzativo adeguato ai sensi dell’art. 2086 c.c., ai fini della tempestiva rilevazione dello stato di crisi e dell’assunzione di idonee iniziative.

Si tratta di valutare tempestivamente l’inadeguatezza dei flussi di cassa prospettici rispetto alle obbligazioni pianificate.

Novità in tema di collegio sindacale

L’art. 379 del D.Lgs.14/2019 estende i casi di s.r.l. obbligate alla nomina dell’organo sindacale–anche monocratico –o del revisore a quelle che, per due esercizi consecutivi, hanno superato almeno uno dei seguenti limiti:
2 milioni di euro di totale dell’attivo patrimoniale;
2 milioni di euro di ricavi dalle vendite e prestazioni;
10 unità di dipendenti occupati in media durante il periodo amministrativo. 
Qualora la società a responsabilità limitata non assolva tale dovere –entro il termine stabilito dall’art. 2477 co. 5 c.c. –vi provvede il tribunale, oltre che su richiesta di ogni interessato, anche su segnalazione del conservatore del Registro delle Imprese. L’obbligo della s.r.l. in parola cessa, invece, quando, per tre esercizi consecutivi, non è superato alcuno dei suddetti limiti.
Le società a responsabilità limitata e le società cooperative costituite alla data di entrata in vigore dell’art. 379 del D.Lgs.14/2019, quando ricorrono i requisiti di cui al comma 1, devono provvedere a nominare gli organi di controllo o il revisore e, se necessario, ad uniformare l’atto costitutivo e lo statuto alle disposizioni di cui al predetto comma entro nove mesi dalla predetta data. 
Fino alla scadenza del termine, le previgenti disposizioni dell’atto costitutivo e dello statuto conservano la loro efficacia anche se non sono conformi alle inderogabili disposizioni di cui al comma 1. Ai fini della prima applicazione delle disposizioni di cui all’articolo 2477 del codice civile, commi terzo e quarto, come sostituiti dal comma 1, si ha riguardo ai due esercizi antecedenti la scadenza indicata nel primo periodo.

Per qualsiasi approfondimento o chiarimento in merito agli assetti organizzativi da adottare e alla nomina del Collegio Sindacale o del Revisore, non esitate a contattarci.
Lucca, lì 29/03/2019
 


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