Circolare Codice della Crisi - 09.12.19


Sommario
Adeguatezza assetti organizzativi 
Calcolo del DSCR (Debt Service Coverage Rate)
I cinque indici elaborati dal CNDCEC. 
Come si calcolano gli indici elaborati dal CNDCEC
Quale valore devono assumere gli indici per far presumere lo stato di crisi
 

Adeguatezza assetti organizzativi

 Con il Codice della Crisi è compito dell’organo amministrativo valutare costantemente se sussiste l’equilibrio finanziario e quale è il prevedibile andamento della gestione.
Gli imprenditori indivuduali devono adottare misure idonee a rilevare tempestivamente lo stato della crisi.
Nelle società di persone e di capitali dovrà essere istituito un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa.
L’obiettivo è quello di intercettare e anticipare la manifestazione della crisi aziendale.
Cosa deve essere fatto in concreto?
Dovranno essere predisposti almeno dei bilanci trimestrali. Nel caso dei bilanci infrannuali, è poi  necessaria una loro approvazione da parte dell’organo amministrativo, oppure in mancanza, del responsabile delle scritture contabili.
Dovranno essere calcolati in riferimento ai bilanci infrannuali degli indici elaborati dal CNDCEC.
Ai fini monitorare l’equilibrio finanziario sarà necessario elaborare dei rendiconti finanziari periodici e budget di tesoreria.
Infine in un ottica di valutare e controllare il prevedibile andamento della gestione dovrà essere implementato un sistema di budget e di revised budget, oltre alla necessità di disporre di piani strategici, economico-finanziari e industriali.

Calcolo del DSCR (Debt Service Coverage Rate)

Preliminarmente deve essere monitorato il patrimonio netto che qualora sia negativo o al di sotto della soglia legale, fa ragionevolmente presumere uno stato di crisi, a prescindere dalla situazione finanziaria. Qualora il patrimonio netto sia positivo l’impresa deve procedere al calcolo del Debt Service Coverage Rate.
Che cos’è il DSCR? Il DSCR valuta i flussi di cassa liberi nei 6 mesi successivi che sono in disponibili per la copertura dei debiti previsti nello stesso arco temporale di 6 mesi.
Un DSCR a 6 mesi inferiore a uno fa presumere la sussistenza di uno stato di crisi.
Per le imprese che redigono il budget di tesoreria, il DSCR può essere calcolato partendo proprio dal budget di tesoreria, evidenziando le entrate e le uscite di disponibilità liquide attese nei sei mesi successivi.
Tale indice si calcola mettendo al numeratore il flusso di tutte le entrate disponibili nei sei mesi successivi, detratte le uscite previste nello stesso periodo (ad eccezione dei rimborsi per debiti verso banche o altri finanziatori) e al denominatore il rimborso dei debiti verso banche o altri finanziatori.

I cinque indici elaborati dal CNDCEC

Il DSCR è utilizzabile solo quando l’impresa disponga di dati di budget e previsionali ritenuti affidabili. Nel caso contrario, è necessario procedere al calcolo degli indici elaborati dal CNDCEC. Allo stato attuale detti indici sono ancora in bozza in attesa di essere approvati dal MISE.
La valutazione unitaria degli indici elaborati dal CNDCEC consente di intercettare con ragionevole presunzione lo stato di crisi. Gli indici elaborati sono i seguenti:
  1. indice di sostenibilità degli oneri finanziari in termini di rapporto tra gli oneri finanziari ed il fatturato;
  2. indice di adeguatezza patrimoniale in termini di rapporto tra patrimonio netto e debiti totali;
  3. indice di ritorno liquido dell’attivo in termini di rapporto da cash flow e attivo;
  4. indice di liquidità in termini di rapporto tra attività a breve termine e passivo a breve termine;
  5. indice di indebitamento previdenziale e tributario in termini di rapporto tra l’indebitamento previdenziale e tributario e l’attivo.

Come si calcolano gli indici elaborati dal CNDCEC?

 
L’indice di sostenibilità degli oneri finanziari si calcola mettendo al numeratore gli interessi e gli oneri finanziari e al denominatore i ricavi netti.
L’indice di adeguatezza patrimoniale si calcola mettendo al numeratore il patrimonio netto detratti i crediti verso per versamenti ancora dovuti e i dividendi deliberati e al numeratore tutti i debiti.
L’indice di ritorno liquido dell’attivo si calcola mettendo al numeratore il cash flow ottenuto come somma del risultato di esercizio e dei costi non monetari, detratti i ricavi non monetari, e al numeratore l’attivo dello Stato Patrminoniale.
L’indice di liquidità si calcola mettendo al numeratore l’attivo a breve termine e al denominatore il passivo a breve termine.
L’indice di indebitamento previdenziale e tributario si calcola mettendo al numeratore il debito tributario e il debito previdenziale e al denominatore l’attivo dello stato patrimoniale.
 

Quale valore devono assumere gli indici per far presumere lo stato di crisi?

Il superamento congiunto degli indici sopra descritti, secondo la seguente tabella distinta per settori di attività, fa presumere lo stato di insolvenza.
 
 
 
SETTORE SOGLIE DI ALLERTA
  ONERI FINANZIARI / RICAVI % PARIMONIO NETTO / DEBITI TOTALI % LIQUIDITA’ A BREVE TERMINE (ATTIVITA’ A BREVE / PASSIVITA’ A BREVE)% CASH FLOW / ATTIVO % (INDEBITAMENTO PREVIDENZIALE + TRIBUTARIO) / ATTIVO %
AGRICOLTURA SILVICOLTURA E PESCA 2,8 9,4 92,1 0,3 5,6
ESTRAZIONE, MANIFATTURA, PROD. ENERGIA/GAS 3,0 7,6 93,7 0,5 4,9
FORN. ACQUA RETI FOGNARIE RIFIUTI (D) TRASM. ENERGIA/GAS 2,6 6,7 84,2 1,9 6,5
COSTRUZIONI EDIFICI 3,8 4,9 108,0 0,4 3,8
ING. CIVILE, COSTR. SPECIALIZZATE 2,8 5,3 101,1 1,4 5,3
COMM. INGROSSO E DETT. AUTOVEICOLI; COMM. INGROSSO; DISTRIB. ENERGIA/GAS 2,1 6,3 101,4 0,6 2,9
COMM. DETTAGLIO, BAR E RISTORANTI 1,5 4,2 89,8 1,0 7,8
TRASPORTO E MAGAZZINAGGIO, HOTEL 1,5 4,1 86,0 1,4 10,2
SERVIZI ALLE IMPRESE 1,8 5,2 95,4 1,7 11,9
SERVIZI ALLE PERSONE 2,7 2,3 69,8 0,5 14,6
 
 
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